5 settembre 2012

"La masseria delle cinquanta lune" di Piero Fabris


 

Che cosa è il passato? Spesso il pretesto per riprendere il filo della propria esistenza e restituirla al canovaccio delle relazioni umane. 
Ne "La masseria delle cinquanta lune" (edito da Progedit, 212 pagine) il giovane Nisio, obbedendo a un richiamo nostalgico, decide di tornare alla masseria delle cinquanta lune, dove ha trascorso lunghi periodi della sua infanzia. Il ritorno in Puglia è l’occasione per il giovane di incontrare se stesso, affrontare ed elaborare nodi irrisolti del suo passato, comprendere i propri genitori, e riscoprire la cultura contadina con i suoi riti, che affondano le radici nelle antiche sere del mito.
Tra incontri e ricordi, si intrecciano le storie di generazioni diverse, raccontate a tratti, in un continuo andirivieni tra presente e passato. Emergendo gradualmente dalle nebbie della memoria, prendono forma le figure di personaggi fra loro diversi ma accomunati da vite consumate nell'incapacità di comunicare e di condividere i propri sogni, prestando il fianco a fraintendimenti e alimentando rancori, pregiudizi e paure.
Nel rincorrersi e sovrapporsi di realtà, sogno e fantasia, lo sfondo costante rimane la Puglia, con i suoi profumi, i suoi sentieri di pietra e polvere arsi dal sole, il sudore dei contadini, il cui caparbio lavoro è scandito dal ritmo con cui si succedono il sole e la luna. Proprio la Puglia diviene il luogo adatto per riflettere: così vera e nuda si fa specchio per l’anima, per trovare se stessi e capire.

L'Autore
Piero Fabris è nato a Baudour (Belgio) nel 1965. Si occupa di pittura e poesia; nella sua produzione trasferisce il frutto delle sue ricerche appassionate nel campo dei simboli e delle favole e leggende del territorio pugliese.
Ha pubblicato per Ladisa Editore due lunghi racconti: "Gessetti per tratti incerti" (1990) e "Testapersa. Dialogo con Rosaluna" (1991); con la casa editrice Palomar ha pubblicato la fiaba su Castel del Monte "Un seme di sole che divenne fiore di pietra" (2009); nel 2010, con la casa editrice Gelsorosso, ha pubblicato "La Rosa dei venti e il segreto del Monte Rosso". Altre sue fiabe sono state raccolte in "Un drappo di stelle sulle stoppie dorate".
È anche autore di testi teatrali quali "Rosa Hrand...agio", dedicato al poeta cosmogonico Hrand Nazariantz e "Labirinti di terre e di lune"; ha inoltre scritto tre monologhi, pensati per il teatro, dal titolo "Inchiostrati sulla lama del rasoio".
Le sue poesie sono raccolte in "A tempio perso" e in "Diaspro raccordi e ricami di Ambra per Ebano".


questo libro è stato proposto dalla casa editrice  Progedit  
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