28 marzo 2013

"Il processo a Gesù" | LIBRO TOUR APULIA


Alla passione di Cristo, specie in prossimità della Santa Pasqua, si pensa spesso in chiave religiosa.
In pochi ravvedono in quell'evento il più inquietante caso giudiziario della storia e l'estrema ingiustizia perpetrata ai danni di un uomo quando si calpestano i suoi diritti naturali. 
In meno di ventiquattr'ore una condanna a morte viene pronunciata ed eseguita senza che sia offerta alcuna possibilità di impugnazione. L'imputato, arrestato senza essere informato dei motivi dell'arresto e dei contenuti dell'accusa, viene lasciato privo non solo di una difesa tecnica ma anche della possibilità di organizzare e proporre tesi difensive. La prova viene raccolta con improvvisazione, per sostenere imputazioni che mutano nel tempo e sono sostenute dinanzi a ben tre giudici diversi. 
Il processo a Gesù oggi sarebbe impensabile alla luce dei diritti fondamentali dell'uomo, che hanno trovato riconoscimento prima, nel 1948, nella Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, poi, in numerose Convenzioni internazionali. 
Leonardo Rinella, uomo di legge e di fede, sostiene che tali garanzie furono apertamente violate nel processo a Gesù. Ripercorrendo i quattro Vangeli, ricostruisce l'evento e individua, dal momento della incolpazione a quello della condanna, quali furono, appunto alla luce delle Convenzioni internazionali, le specifiche violazioni dei diritti più elementari dell'uomo, primo fra tutti la dignità. Dal racconto evangelico all'attualità il passo è breve. Per discutere di processi giusti e ingiusti e ammonire quanti, in una età assetata di una giustizia sommaria e di piazza, dimenticano che un processo è equo quando, insieme al rispetto delle regole formali, non lede le libertà fondamentali dell'uomo, quando la coscienza del giudice non abdica al potere, sia della piazza che delle istituzioni.
L'autore
Leonardo Rinella (Bari 1937) è stato magistrato fino al 2000. Autore di numerose monografie giuridiche in tema di armi, stupefacenti e polizia giudiziaria, nonché di articoli apparsi su riviste giuridiche specializzate, ha scritto, tra l'altro, "Retrocessioni" (1994), "Pedalando senza scorta" (1996), "Scrivo … quindi sono" (2001) e, per i nostri tipi, "Dieci anni di mafia a Bari e dintorni. Dal Conte Ugolino al Canto del Cigno" (2006, II ed). Collabora con il quotidiano "Puglia" e conduce una rubrica televisiva su RTG Puglia.

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