8 marzo 2014

Un libro per la Festa della Donna | LIBRO TOUR APULIA

Quali sono le caratteristiche peculiari di una scuola che promuove e valorizza l’incontro e l’integrazione tra ragione ed emozione? 
Una domanda interessante nel giorno della Festa della Donna che trova risposta nel libro "La scuola delle emozioni", edito da Progedit della collana Pedagogie, 128 pagine, alla sua terza ristampa.
Ripensa alla più tradizionale antinomia logos-eros, nell’ottica di una pedagogia delle emozioni che valorizzi queste ultime in quanto risorse per la formazione e lo sviluppo integrale e integrato del soggetto per tutto il corso della vita.
In particolare, l’autrice Daniela Dato ripercorre e analizza le principali dimensioni e valenze di una scuola emotiva. Una scuola che, da luogo di mera trasmissione di saperi, diviene luogo di ben-essere per il bambino, per l’insegnante e per le famiglie. Una scuola che sappia promuovere, accanto ai saperi disciplinari, tutte quelle competenze di cittadinanza attiva finalizzate allo sviluppo di una intelligenza delle emozioni, cuore di ogni comunità democratica, inclusiva e solidale.

L'autrice
Daniela Dato è ricercatrice di Pedagogia generale e sociale presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università degli Studi di Foggia. I suoi percorsi di ricerca focalizzano l’attenzione sul ruolo che le emozioni giocano nei processi di apprendimento e nella costruzione del benessere sociale e psicologico nei molteplici luoghi e tempi della formazione. Negli ultimi anni ha approfondito temi legati alla pedagogia del lavoro e dei contesti organizzativi, con particolare attenzione agli “asset” intangibili e all’“employed care”. Tra le sue numerose pubblicazioni, ricordiamo “Prevenire il mobbing. Per una alleanza tra formazione e lavoro” (Bari 2004), “Pedagogia del lavoro intangibile” (Milano 2009) e, con Barbara De Serio e Anna Grazia Lopez, “Dimensioni della cura al femminile” (Bari 2007), “Questioni di potere” (Milano 2007) e “La formazione al femminile” (Bari 2009).

Altre pubblicazioni che vedono le donne, non solo come autrici ma anche come protagoniste, di un racconto in prosa e poesia,  un saggio o un libro per i più piccoli sono
Mi chiamarono Brufolo Bill di Margherita De Napoli. Che accade quando ci si ritrova col volto “assediato” dall’acne nel momento in cui si va formando la propria identità? Cosa si prova nell’animo se un brutto giorno ci si sente chiamare “Brufolo Bill”?

La cintura di Afrodite di Marialuisa Vallino. La bellezza delle dee e l’anima delle donne. Storie di analisi raccontate da una psicanalista attraverso l'arte e la mitologia, che svelano le forme e le dinamiche della realtà interiore.

Senza riserve. Geografia del contatto a cura di Lorena CarbonaraQual è il filo conduttore che lega le geobiografie di tre figure dissidenti e sconfinanti “colorate” delle scrittrici/docenti/femministe/attiviste/lesbiche Audre Lorde, africana-americana, Gloria Anzaldúa, chicana e Paula Gunn Allen, nativa-americana?

Sebben che siamo donne.....l'impegno nella politica di Letizia Carrera. Un'esplorazione di tipo qualitativo con l'obiettivo di cogliere “più in profondità” i comportamenti di voto di donne e uomini, e, più in generale, gli atteggiamenti rispetto alla presenza delle donne in politica. 

Incontri mancati. Didattica e sessualità di Rosa Gallelli. Orientamenti concettuali e proposte operative per un progetto di promozione della salute sessuale volto al decondizionamento culturale, alla liberazione dell’affettività e a una relazionalità aperta alle differenze.

Buona lettura !